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David, la mozzarella e il valore [repêchage]

con 3 commenti

Insomma, siamo a tavola. David Weinberger guarda stupito la sua bolla di mozzarella che una cameriera anoressica gli porge mentre il maître lo rassicura. Pare in effetti un dessert venusiano dernier cri. Paolo Valdemarin, a cui devo l’invito a cena, ed io ci guardiamo, piuttosto soddisfatti del menù. Mauro Del Rio, il suo simpatico socio e le altre persone al tavolo sembramo assorte e fanno domande sul futuro dei servizi mobili in salsa community lato utenti.

Domani l’evento di Buongiorno dedicato a Blinko che Luca De Biase e Mafe De Baggis, tra gli altri, racconteranno.

Scocca il secondo e Carlo Alberto Carnevale Maffè provoca il tavolo, peraltro suscitando una reazione molto interessata da parte di David, sostenendo che il vero valore della rete è emerso solo nel caso delle reti mobili, piuttosto che dal web, che non ha saputo crearlo questo valore.

Stupore. Dramma. Incredulità. E anche difficoltà. Vorrei dire a Carlo, e ci provo, che sono due ‘cose’ imparagonabili. Che le reti mobili, è vero, essendo possedute dalle telco sono a pagamento dalla a alla z, ma che nessuna ha la ricchezza che il web ha instaurato. Ma Carlo non sembra poi turbato ‘io mi occupo di valori, non faccio sociologia da salotto’, mi risponde, più o meno. Non ha tutti i torti, anche se vorrei, in fondo, che li avesse. Vorrei avere le risposte, ma non le ho. Ne parliamo a lungo la sera e la mattina seguente con Paolo. Il problema sembra essere, almeno per quello che posso dire personalmente, che da un lato sembra così evidente l’enorme valore del web e dall’altro si dimostra refrattario ad ogni contabilità.

Prendiamo la mia industry, l’editoria quotidiana. Prendiamo il caso degli annunci economici e dell’impatto che, ad esempio Craig’s List ha avuto nell’area della Baia: decine di milioni di dollari svaniti, che non torneranno più nelle casse dei quotidiani, che li usavano tradizionalmente per finanziare la loro indipendenza editoriale. Conseguenza diretta, licenziamenti e un’enorme ricchezza che si concentra nella piccola azienda di Craig. Su una rete mobile non sarebbe successo, il valore si sarebbe conservato o addirittura accresciuto. E lo stesso motivo per cui ciò è possibile -c’è un proprietario che mette in rete quello che vuole al prezzo che vuole rendendo di fatto tutto controllato e a pagamento- rende così poveri i servizi su rete mobile, quando in realtà potrebbero avere mille motivi di interesse, magari corroborati da devices e infrastrutture adeguati.
Arriva il dessert: favoloso.

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Scritto da marco formento

20/07/2008 a 23:29

3 Risposte

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  1. [...] sul quale far rivivere i propri prodotti tradotti in bit. Questo lato oscuro ha un grande alleato, le reti mobili, che hanno da sempre un modello assai diverso, ovvero assai ’scarso’ per gli utenti, [...]

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