The Ip Departement [repêchage]
Nelle aziende sta emergendo, anche ora, in questo aprile 2009 così ostico, un nuovo dipartimento che si occupa proattivamente di quella spina dorsale di relazioni e performance che è internet. Lo chiameremo l’IP Departement : sta cambiando l’adozione delle tecnologie, spostando gli investimenti relativi e ridisegnando, fluidificandoli, i confini non solo delle competenze aziendali ma dell’azienda stessa.
La cosa più vistosa è che questo dipartimento non è descritto in nessun organigramma, semplicemente non appare dalle ricognizioni abituali (organizzative, contabili). Troppo veloce, così fluido da sembrare ineffabile. E’ un’onda senza orari e uffici, non produce PowerPoint[1], non convoca riunioni, non lancia progetti o scandenzia releases. Ma soprattutto i suoi membri sono chiunque, dovunque in azienda. Siamo noi, i bricoleurs, l’IP Departement.
Questi bricoleurs non sono specialisti di tecnologie né ingegneri, sono persone che hanno avuto la possibilità di creare delle infrastrutture IT informali grazie agli strumenti disponibili in rete. Gratis, affidabili e magari pure OpenSource. E che insieme mostrano alle aziende migliori (moderni?) percorsi di costruzione di relazioni e performance di quelli che spesso sopravvivono solo come concrezioni di scorie (vogliamo parlare dell’uso dell’email in azienda? O dei GANTT su Microsoft Project?)
Ma allora l’IT Departement diventa superfluo? No, anzi, ha una sfida interessante e vitale come non mai: trovare un bio-equilibrio con questa forza vitale così fuzzy per poi produrre e gestire le ‘cose’ di cui le aziende hanno bisogno. L’IT ha davanti la possibilità di conquistarsi una nuova vita. Ma deve lasciare il SUV per la tavola da surf.
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[1] ‘Produrre PowerPoint’ è un’agghiacciante ossimoro, trovo. Thanks Ma’m^^
