marco formento | blinkenmedia

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Archivio per luglio 2009

Mondo su mondo [repêchage]

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In tema di hardware mobile e connesso. Arriva, dopo un certo numero di programmi non ufficiali, l’iPhone app di Blizzard dedicata al commovente MMO World of Warcraft.

In sostanza si tratta di un un tool che permette di accedere al proprio mondo in-game, che essendo nel nostro caso un gioco di ruolo online (=con altri umani) è particolarmente ricco. Ed ecco allora la possibilità di accedere al proprio calendario, ai profili degli amici, alla propria gilda e così via. In pratica è un GoogleCalendar+Facebook verticalizzato sul mondo di bit di WoW. E ricordo che da poco esiste un client Twitter in-game, TweetCraft.

L’occasione mi pare dunque propizia per notare che ci sono in atto due linee di tendenza, non convergenti:

a) Riprodurre nel Mondo B (Popper, perdonami) che è, ad esempio, WoW, le dinamiche del Mondo A (=del mondo di atomi). Ma qui nasce un paradosso, perché nel Mondo A in realtà è già ben attiva e evidente la tensione a trasferire in bit parte della propria esistenza (parliamo insomma del Facebook vero e proprio, per capirci).

b) Astrarre in un Mondo C il Mondo B, che, sempre ad esempio è WoW. Non riprodurlo (=creare un’applicazione che permetta di giocare a WoW su iPhone), ma astrarlo in una info-rappresentazione che ci permetta di tenerci collegati, ma non presenti, al Mondo B.

Scritto da marco formento

26/07/2009 alle 17:43

Pubblicato in repêchage, rete

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Tutto purché sia adesso [repêchage]

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Non passa giorno che nel mio radar non compaiano oggetti live-qualcosa. Twitter due giorni fa ha reso hotlinked gli hashtags, rendendo più semplice richiamare il flusso di tweets sull’argomento rappresentato dal tag. Ovviamente in tempo reale. Ieri FriendFeed ha introdotto il livesearch: in pratica la nostra query resta ‘viva’ continuando cioè a produrre risultati che si aggiornano in tempo reale. Solo pochi mesi fa aveva completamente reimpostato il suo design -adorabilmente zen- proprio sull’idea di tempo reale. Non è un caso che queste due piattaforme siano così attive sul tema livestream/search, personalmente le ritengo le due vere cose post-blogging (e post-RSS). E senza parlare di Google Weave, o del fatto che tra una settimana c’è il Real Time Stream Crunchup che varrà la pena senz’altro tenere d’occhio.

Mi pare del tutto logico pensare che questa tendenza all’adesso si affermerà in maniera preponderante, sotto la pressione delle vite delle persone che si ampliano online. Vite che non chiedono archivi ‘storici’ ma un’immagine della propria rete (persone – servizi – contenuti; relazioni tra queste entità) che non possono che essere ora, quando le cose, la nostra vita, accadono. Per questo, credo, i servizi IM sono così trasversali e resistenti nella storia della rete in fondo. Per questo immagino che parte del successo di Facebook sia dovuto proprio a questa capacità di dirci -ora, oggi- com’è la nostra rete, cosa ci succede intorno. Nella ‘classica’ economia di lacerti-bit vs. aggregation che è parte della rete.

[Repêchage dell'omonimo post su Cailloux, luglio 2009]

Scritto da marco formento

26/07/2009 alle 17:08

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Nudo/vestito [repêchage]

con un commento

I’ve been online since I was a teen. I’ve grown up with this medium and
I embrace each new device that brings me closer to being a cyborg
– dana boyd

Nella discussione, spesso assai male impostata, sui quotidiani di carta vs. online, si perde molte volte di vista un fatto macrocospico, ovvero che i quotidiani online non esistono. Sul web troviamo soprattutto notiziari online, che sono prodotti molto distanti, e non perché non sono stampati su ex alberi, dai quotidiani.

Il che ci riporta da un lato alla grandezza monumentale del quotidiano di carta come costrutto complesso di contenuto, formati, gerarchie e supporto storicamente depositato (ergo, il suo disporsi come prodotto) e dall’altro illumina la resilienza straordinaria di questo prodotto, che un senso interamente moderno non l’ha più.

Se prendiamo un punto di vista internettiano, verrebbe da pensare che mentre i grandi formati post-blog (Twitter, Friendfeed) capitalizzano la capacità di rendere disponibile entro community più o meno bonded i contenuti come relazioni, i quotidiani dovrebbero incominciare a pensare in altri termini, strategicamente e dal punto di vista del design. Dovrebbero iniziare a vestire da giornali i propri notiziari online.

[Repêchage dell'omonimo post su Cailloux, luglio 2009]

Scritto da marco formento

26/07/2009 alle 16:59

Pubblicato in giornali, repêchage

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