Mondo su mondo [repêchage]
In tema di hardware mobile e connesso. Arriva, dopo un certo numero di programmi non ufficiali, l’iPhone app di Blizzard dedicata al commovente MMO World of Warcraft.
In sostanza si tratta di un un tool che permette di accedere al proprio mondo in-game, che essendo nel nostro caso un gioco di ruolo online (=con altri umani) è particolarmente ricco. Ed ecco allora la possibilità di accedere al proprio calendario, ai profili degli amici, alla propria gilda e così via. In pratica è un GoogleCalendar+Facebook verticalizzato sul mondo di bit di WoW. E ricordo che da poco esiste un client Twitter in-game, TweetCraft.
L’occasione mi pare dunque propizia per notare che ci sono in atto due linee di tendenza, non convergenti:
a) Riprodurre nel Mondo B (Popper, perdonami) che è, ad esempio, WoW, le dinamiche del Mondo A (=del mondo di atomi). Ma qui nasce un paradosso, perché nel Mondo A in realtà è già ben attiva e evidente la tensione a trasferire in bit parte della propria esistenza (parliamo insomma del Facebook vero e proprio, per capirci).
b) Astrarre in un Mondo C il Mondo B, che, sempre ad esempio è WoW. Non riprodurlo (=creare un’applicazione che permetta di giocare a WoW su iPhone), ma astrarlo in una info-rappresentazione che ci permetta di tenerci collegati, ma non presenti, al Mondo B.
