Hyperlocal=around me=journalism
Local news organizations — if they were truly local — should want to do the same thing: organizing a community’s information so the communitycan organize itself. I call that, too, journalism
–Jeff Jarvis
Jarvis tocca un punto che trovo straordinario nel recente post The annotated world, peraltro in relazione con la mia cup of tea, l’informazione online locale. In breve cerca di mettere in guardia i quotidiani dal rischio di perdere grip sul locale, non investendo in strumenti che permettano di viverlo in community che, più che fruire, producano ‘il contenuto’. Io lo chiamerei augmented news, locale o no.
In fondo credo che il quid del ‘post-2.0′ sia qui, nella consapevolezza che stiamo vivendo contesti di rete (i nostri ‘ora’, ‘oggi’, ‘adesso’) che si pongono oltre la dinamica relazioni/contenuto (le ‘vecchie’ community) perché quest’ultimo è diventato un by-product delle relazioni, una sua emergenza per dirlo con il vocabolario della Complessità. Cosa non proprio facile da raccontare agli editori che, in questi mesi, stanno cercando modi di continuare a far pagare il contenuto (ovvero il Prodotto, mano a mano che la passa dalla carta ai bit), by the way.
