La rete (di distribuzione) che non è. Riotta, Gruber, again. Ma anche non avere più speranze che sono alibi
Le parole che cadono dal video cadono sempre dall’alto,
anche le più democratiche, le più vere, le più sincere
-Pierpaolo Pasolini

Vedo, dopo aver scritto qualcosa sulle recenti opinioni del primo, Riotta, Negroponte, Zoro e Gruber a Otto e mezzo, ovviamente online, la televisione l’ho staccata anni fa, con grandi benefici. I contenuti sono così così ma potrebbero essere molto peggio. Forse però non bisogna neanche spaventarsi troppo delle idee di Riotta e Gruber e proprio a partire dalla loro inadeguatezza, quella che pare tale in effetti a qualcuno di noi, ovvero l’incapacità manifesta di non pensare a internet se non come ad una rete di distribuzione editoriale o di ripensare il copyright o di immaginarla come una rifondazione dell’idea stessa dell’umanità e dei suoi patti sociali.
Non è che Riotta e Gruber non siano d’accordo con Negroponte (che non attaccano perché troppo autorevole, sarebbe contraddire le regole della comunicazione) o Zoro (che invece essendo solo un blogger [?] viene messo un po’ all’angolo), è che proprio non vedono il punto, non accettano gli argomenti, non entrano in discussione-conversazione. Non importa che Riotta sia stato un ‘pionere’, come scrive Vittorio Zambardino, perché era un pioniere di un’industria specifica, che come tale tende ad emarginare i fenomeni che tale industria vive come propri. Certo anche io mi sarei aspettato interventi d’altro spessore da Riotta, ma magari è una distorsione mia.
Sia come sia, ritrovo un brano televisivo in cui Pasolini spiega ad un attonito Biagi la grammatica del medium televisivo mentre lo stanno usando. Anche allora direi che il punto non venne colto, che gli argomenti non vennero accettati, che la conversazione non nacque. Magari va bene così, magari invece bisogna definitivamente ammettere che qualcosa va cambiato nelle regole e nelle pratiche della comunicazione.
Biagi: Lei non ha speranze?
Pasolini: Non ho più quelle speranze che sono alibi, ecco
