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re-blink
(The Times They Are a-Changin)
Oggi, dopo nove anni al Secolo XIX online, inizio una nuova avventura come global digital director in De Agostini Publishing. Sono stati anni importanti per l’azienda e le persone che lascio e pieni di soddisfazioni, nonostante la complessità delle sfide in un mondo che lotta (anche con sé stesso) per trasformarsi.
Cambio città, anzi *le* città, azienda, ruolo. Sono contento, anche se un po’ di magone si fa sentire, quando anche l’ultima valigia è chiusa. Cosa posso dire? La voglia di imparare e capire resta forte, nonostante l’età ormai avanzata:-P
Brindo assieme a voi e agli amori della mia vita, che come sempre mi sostengono, agli anni appena trascorsi e a quelli che arrivano, sapendo che saranno intensi, interessanti e pieni come quelli appena passati!
Hello World! (again)
Ripensandoci preferisco un fresh start. Il vecchio blog (Cailloux) è offline in attesa di editing, e Blinkenmedia ricomincia qui, magari rimpolpato poco a poco da qualche vecchio post contraddistinto dalla data originale e dalla categoria [repêchage]. Detto, fatto;)
Holmesiana [repêchage]
Eliminate le grandi narrazioni, quello che resta, escluso l’impossibile, devono essere nevrosi
Il dilemma del lettore intermittente [repêchage]
Nel medioevo colui che si occupava di ‘fare un libro’ erano in realtà più soggetti che intervenivano nella cornice di un’attività collettiva e sequenziale, ben lontana dall’essere svolta dall’auctor solitario che per noi, post-romantici dopo tutto, è l’autore. Non a caso, cercando di far vivere tutte le voci autoriali, in un testo che potremmo definire molto antico, perché anteriore al nostro tempo, Roland Barthes scriveva che si proponeva di essere, nell’occasione di quel testo, auctor nel senso multitasking di scriptor, compilator e infine commentator insieme.
Il lettore d’altro canto sa da sempre che ogni libro discende da altri libri anteriori, che in qualche modo si manifestano nel testo attuale. Come lettore moderno sento un altro tipo di pressione però, in qualche modo esterna al testo, anche durante una lettura tradizionale, su carta. Viene dalla rete e mi rende impossibile aderire alla lettura senza un Mac a disposizione per esplorare la nebulosa che quel testo ha espresso, inseguire i suoi riferimenti, annotare letture future in una rete di bookmark, comunicare le mie scoperte. Mi sento un lettore intermittente.
