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Editoria online: a quick recap [repêchage]
Ovvero i tre grandi mantra del 2009, nel caso vi siate persi i zillioni di post che un po’ tutti;) stanno scrivendo in questo burrascoso anno:
1. Ora pagare, please. Un urlo di dolore si alza dalle aziende editoriali di tutto il Globo: ma chi ha detto che i contenuti online devono essere gratis?
E allora giù tutti a fare ipotesi, più o meno giudiziose, da un apocalittico Murdoch ad un prudente De Benedetti. I modelli pay ipotizzati fin qui sono tutto e il contrario di tutto: abbonamento, a tassametro, a consumo, a tempo, club/community. Qualcosa resterà (?) Certo che con i bassi volumi della pubblicitàonline, in relazione all’ARPU dai lettori di carta, almeno recuperare il fronte del pagamento del prodotto darebbe un’iniezione di entusiamo agli editori, i quali sono meno old di quello chi immaginiamo, spesso.
2. Google a chi? Il secondo mantra riguarda l’intermediatore per definizione, Big G, che nel suo ruolo di amico/nemico da sempre ha oscillato, nella percezione degli editori, da partner di default a vampiro in nuce. Ora si stabilmente assestando sulla posizione transilvana. E non più in nuce.
Quindi: morte agli intermediatori, ovunque si nascondano. Abbasso Google (Espresso/RCS) e abbasso pure Amazon (Murdoch).
3. Né con la carta né col PC. Archiviati i tentativi di dare dei veri e propri prodotti sui cellulari (LOL), e sempre scettici nella consultazione su PC (ragionevolente se si considera la quota di persone che lottano quotidianamente con Windows, peraltro) l’interesse verso la piattaforma eInk/ePaper non si arresta e a casa nostra seguiamo con interesse l’esperimento della Stampa a cui va il merito di aver tracciato la strada. Buona la risoluzione e l’effetto ‘carta’ dello schermo, mirabile la durata delle batterie. Però è in bianco e nero, ‘flasha’ tra una schermata e l’altra, il device costa troppo e in definitiva non ha il feeling erotico dell’iPod. E soprattutto ha bisogno di essere ‘nutrito’ da un prodotto terzo, disegnato apposta, rispetto alla carta e al web (pdf della carta) per i limiti di cui sopra più le dimensioni dello schermo, 10″ al massimo attualmente. D’altro canto i limiti nascono per essere superati nell’high tech e il nuovo Kindle DX rivela le intenzioni di molti in questo campo.
Se poi davvero i libri per i ragazzi delle scuole dell’obbligo diventassero, dal 2011 come annunciato, di default file da leggere su eBook certo che si costituerebbe una user-base imponente e da subito si abiliterebbero milioni di famiglie a questi prodotti. Con un sospiro di sollievo per schiene, alberi e derivati del petrolio.
[Repêchage dell'omonimo post su Cailloux, maggio 2009]
